5 Giugno 2025

Manovra di Valsalva: tutto quello che c’è da sapere

La manovra di Valsalva è una tecnica fisiologica che consiste nell’espirare forzatamente a glottide chiusa, dopo aver inspirato profondamente e tappato il naso. Questo esercizio produce un aumento della pressione intratoracica e addominale, influenzando diverse funzioni corporee, in particolare quelle legate al cuore, all’udito e al sistema nervoso autonomo. Viene spesso eseguita per liberare le trombe di Eustachio, interrompere episodi di tachicardia o verificare la funzionalità del cuore.

L’utilizzo corretto della tecnica Valsalva si rivela utile in contesti clinici, sportivi e quotidiani, come durante un viaggio in aereo o un’immersione subacquea. Tuttavia, è fondamentale comprendere anche i rischi e le alternative più sicure, come la manovra di Marcante-Odaglia.

Nel prossimo paragrafo verrà illustrato nel dettaglio come eseguire la manovra di Valsalva in sicurezza, spiegando passo per passo ogni fase del processo.

Come eseguire correttamente la manovra di Valsalva

Per eseguire la manovra di Valsalva in modo efficace e sicuro, occorre seguire alcuni passaggi precisi. La procedura prevede:

  • Inspirare profondamente attraverso il naso.
  • Tappare il naso con due dita.
  • Chiudere la bocca, mantenendo la glottide chiusa.
  • Espellere l’aria forzatamente senza permettere che esca né dal naso né dalla bocca.
  • Contrarre l’addome per generare una pressione addominale positiva.

L’intera fase dovrebbe durare circa 10-15 secondi. Questa tecnica stimola il sistema nervoso parasimpatico, con effetti sul ritorno venoso, sulla frequenza cardiaca e sulla pressione auricolare. È essenziale eseguire l’esercizio in posizione seduta o sdraiata, per evitare cali improvvisi di pressione che potrebbero provocare capogiri o svenimenti.

Nel prossimo paragrafo vedrai quali sono gli effetti della manovra di Valsalva sul cuore e in quali situazioni può essere indicata per gestire disturbi del ritmo cardiaco.

Manovra di Valsalva e cuore: effetti sul ritmo cardiaco

La manovra di Valsalva ha effetti diretti sul cuore, in particolare sulla regolazione della frequenza cardiaca. Quando si crea una pressione toracica interna, il ritorno venoso al cuore si riduce temporaneamente. Questo induce il sistema nervoso autonomo a rispondere con un aumento del tono vagale, che può rallentare il battito e correggere una tachicardia parossistica sopraventricolare.

Per questo motivo, la tecnica viene utilizzata in ambito clinico per gestire episodi acuti di tachicardia. La sua efficacia dipende dalla corretta esecuzione e dalla prontezza con cui viene applicata. In alcuni casi, viene integrata o preceduta dalla manovra di Marcante-Odaglia, meno invasiva a livello toracico.

Nel prossimo paragrafo verrà descritto il funzionamento della manovra di Valsalva a livello auricolare, e come essa possa aiutare in condizioni di squilibrio pressorio, ad esempio in volo o in immersione.

Normalizzare la pressione nelle orecchie

Uno degli impieghi più comuni della manovra di Valsalva riguarda l’orecchio medio, in particolare la compensazione della pressione durante situazioni come volo in aereo, salita o discesa in montagna, o immersioni subacquee. L’obiettivo è riaprire le trombe di Eustachio, che possono rimanere chiuse a causa del cambiamento di pressione, generando sensazione di ovattamento, dolore auricolare o ipoacusia temporanea.

Eseguendo la manovra, si aumenta la pressione nell’oro-faringe, che a sua volta si trasmette all’orecchio medio, aiutando a bilanciare la pressione con quella esterna. Tuttavia, bisogna prestare attenzione: una spinta eccessiva o ripetuta può causare barotrauma o danneggiare il timpano.

Nel prossimo paragrafo saranno approfonditi i rischi della manovra di Valsalva e le condizioni in cui è controindicata.

Rischi e controindicazioni della manovra di Valsalva

Nonostante i benefici, la manovra di Valsalva presenta anche diversi rischi, soprattutto se eseguita in modo scorretto o troppo frequentemente. Le principali controindicazioni includono:

  • Ipertensione intracranica, che può peggiorare a causa della pressione esercitata durante la manovra.
  • Problemi cardiovascolari, in particolare nei soggetti con patologie pregresse.
  • Sovrapressurizzazione dell’orecchio medio, con possibile lesione del timpano o danni all’udito.
  • Disturbi respiratori, causati da un’eccessiva chiusura delle vie aeree.
  • Alterazioni ormonali e posturali, dovute a un uso improprio o cronico.

In alcuni casi, la manovra può causare sincope o perdita di coscienza per improvvisa attivazione vagale. È sconsigliato ripetere più volte l’esercizio in breve tempo, soprattutto senza una reale necessità clinica.

Nel prossimo paragrafo verrà presentata un’alternativa valida e sicura: la manovra di Marcante-Odaglia, molto utilizzata in ambito subacqueo.

La manovra di marcante-odaglia come alternativa

La manovra di Marcante-Odaglia è una tecnica alternativa alla manovra di Valsalva, indicata soprattutto in ambito subacqueo per compensare la pressione auricolare senza sollecitare eccessivamente i polmoni. A differenza della Valsalva, questa manovra si basa sul movimento della lingua e sulla chiusura coordinata delle vie aeree.

Per eseguirla correttamente:

  • Si spinge la lingua verso la gola simulando la deglutizione.
  • Si tappa il naso per chiudere le vie aeree superiori.
  • Si spinge poi la lingua verso l’alto, contro il palato molle, per trasferire la pressione verso l’orecchio medio.

Questa tecnica permette una compensazione più controllata e riduce il rischio di danni al timpano. È particolarmente utile in situazioni dove la pressione esterna cambia rapidamente e la Valsalva risulta inefficace o rischiosa.

Nel paragrafo finale verrà fatto un riepilogo delle situazioni in cui è più utile adottare una delle due manovre, sottolineando l’importanza di una valutazione personalizzata.

Quando usare la manovra di Valsalva e quando preferire alternative

La manovra di Valsalva è uno strumento utile in molte situazioni: per normalizzare la pressione auricolare, gestire episodi di tachicardia, o per test cardiaci diagnostici. Tuttavia, la sua applicazione deve essere ponderata e limitata a casi specifici. In presenza di fragilità auricolare, patologie cardiovascolari, o controindicazioni neurologiche, è preferibile optare per metodi alternativi come la manovra di Marcante-Odaglia.

L’approccio più efficace resta quello personalizzato: conoscere la funzione della glottide chiusa, comprendere il meccanismo della pressione addominale positiva e il ruolo del ritorno venoso consente di scegliere la tecnica più adatta al contesto.

In presenza di sintomi persistenti, come tachicardia ricorrente, dolore auricolare o difficoltà nella compensazione, è opportuno rivolgersi a un centro specializzato, come un centro Valsalva, o a uno specialista ORL o cardiologo.

Progettiamo a Palermo apparecchi acustici digitali di ultima generazione realizzati su misura.
PRENOTA
Copyright © 2025 Tutti i diritti riservati. Audiotecnica Dos Srl Viale Croce Rossa, 12 90144 - Palermo P.Iva/C.F. 06563480828
linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram